IL PAPA E IL PATRIARCA ARMENO: CELEBRAZIONE ECUMENICA IN VATICANO

La reliquia di San Gregorio Armeno, portata in processione, dall’arcivescovo di Napoli verso l’altare della Basilica di San Pietro; Giovanni Paolo II con a fianco il Catholicos Karekin II sulla pedana mobile; il Vangelo proclamato in lingua armena, “segno – spiega il Papa – della sua destinazione universale: la stessa Buona Novella è annunciata in ogni lingua a tutte le genti”; due omelie; la consegna della reliquia al Catholicos. Sono alcuni dei momenti centrali della lunga concelebrazione ecumenica che si è svolta questa mattina nella Basilica Vaticana. Il Vangelo, afferma il Santo Padre, “ci ha convocati oggi qui a pregare per la ricomposizione della piena comunione tra tutti i credenti in Cristo”. Giovanni Paolo II è felice di poter “restituire” a Karekin II un femore di San Gregorio l’Illuminatore, custodito in un reliquiario, che per molti anni è stato conservato nel Convento di San Gregorio Armeno a Napoli. La reliquia, osserva il Santo Padre nella sua omelia, “sarà posta nella nuova cattedrale ora in costruzione a Yerevan, come simbolo di speranza e della missione della Chiesa in Armenia dopo tanti anni di oppressione e di silenzio”. “La vita di San Gregorio – ricorda il Papa – fu presagio del cammino della Chiesa armena nei secoli”. Una Chiesa che ha sofferto anche nel ventesimo secolo “ogni sorta di terribile avversità”. Ma ora, rileva il Santo Padre, “vi sono i segni chiari di una nuova primavera”. Nella Cattedrale di Yerevan, nota ancora Giovanni Paolo II, “come in tutte le altre, vi sarà l’Altare dell’Eucarestia e la Sede del Patriarca. La Sede e l’Altare parlano della comunione che già esiste fra noi”. (segue)