“Il problema non è di poche mele marce. Qui è un intero costume, un’intera mentalità ad essere bacata. E forse non è poi così vero che ad essere marci siano solo i più giovani…”. E’ un passaggio dell’editoriale di Lorenzo Biagi che apparirà il 12 novembre sul prossimo numero del settimanale “La vita del popolo” di Treviso. Spunto per la riflessione del direttore, la dilagante inciviltà su Internet delle tifoserie di calcio ed in particolare la gravità degli insulti e delle minacce fra tifosi del Treviso e del Venezia che ha già provocato la chiusura del sito della squadra lagunare. “Marcia è l’indifferenza educativa della maggioranza silenziosa degli adulti – si legge ancora nell’editoriale – che reagisce solo quando si sente attaccata nel proprio perbenismo… nella mentalità provinciale e di piccolo cabotaggio del ‘mi sono fatto da solo’, con la presunzione che questo ti dà il via libera per fare quello che ti pare, anche di andare oltre la legalità”. Ma per quanto riguarda i siti Internet, prosegue Biagi, “non c’è nemmeno quella” perché “la lobby del silenzio, dell’omertà, del lasciar fare, la falsa tolleranza del ‘non siamo più nei tempi dell’imposizione’, lascia intanto crescere al proprio interno questa decomposizione” che è anzitutto “decomposizione di un costume civile”. Secondo il direttore del settimanale di Treviso, “è inutile e ipocrita scaricare il nostro appiattimento morale sui giovani, in particolare su quei giovani deboli, ma sarebbe meglio dire ‘indeboliti’ da un costume che avalla tutto”. Una denuncia infine, anche nei confronti della “carta stampata che sbatte il tifoso violento in prima pagina, ma poi tace su tutto quel sottobosco di parole, linguaggi, messaggi neonazisti e razzisti, che di fatto alimenta e mantiene in salute l’esplosione violenta della tifoseria”.