IL PAPA ALL’UNIVERSITÀ CATTOLICA: UN DOCUMENTO SUGLI EMBRIONI (2)

“L’autorizzazione a svolgere ricerche sull’essere umano allo stadio embrionale al fine di ricavarne cellule staminali, provocandone così la morte per distruzione, costituirebbe una grave discriminazione tra gli esseri umani in base alle loro condizioni vitali e minerebbe il principio etico universale, che sta alla base di ogni autentica convivenza umana, del ‘non uccidere’ deliberatamente l’innocente”. A sottolinearlo è l’Università Cattolica, nel documento “Sviluppo scientifico e rispetto dell’uomo” consegnato oggi al Papa, in cui si legge che la ricerca sulle cellule staminali embrionali “sconvolgerebbe ulteriormente il significato umano della procreazione e verrebbe indebitamente a negare lo statuto antropologico di ‘figlio’ a quegli esseri umani allo stadio embrionale destinati ad essere considerati ‘materiale’ di ricerca”. Tutto ciò, precisano gli esperti, vale sia nel caso che l’embrione “si trovi in ‘stato di abbandono’, crioconservato, sia che venga appositamente generato”. Per la Cattolica, inoltre, è “ingiustificata” la prevalenza del diritto dei malati ad essere curati sul diritto degli embrioni alla vita; tali diritti, infatti, “non possono essere messi in opposizione”, poiché “il riconoscimento della dignità dell’uomo, e di ogni uomo, non consente di sacrificare l’essere umano vivente per la terapia di un altro essere umano malato”. Visti i “promettenti esiti sperimentali”, propone la Cattolica, è “doveroso” percorrere altre piste per la ricerca sulle cellule staminali, utilizzando ad esempio quelle “prelevate da organismo adulto, o dal cordone ombelicale o da tessuto fetale derivante da aborto spontaneo, previo consenso dei genitori”. Tutte soluzioni, queste indicate, che per l’Università Cattolica sono “rispettose insieme delle aspettative dei malati e dell’incondizionata dignità dell’uomo”.” “” “