“Instaurare centri di prima accoglienza per i barboni in ogni circoscrizione”: questa la proposta fatta al governo da Fabio Di Stefano, responsabile del Consiglio centrale di Roma della San Vincenzo de’ Paoli, per permettere agli oltre 6.000 senza fissa dimora della Capitale di affrontare l'”emergenza freddo” ormai alle porte. “Ci auguriamo – prosegue Di Stefano – che questo inverno non si ripeta la crescente strage di innocenti che ha colpito la nostra metropoli l’anno scorso”. Non bastano, infatti, per il responsabile della S. Vincenzo, le “pur lodevoli ma non risolutive” iniziative attuate lo scorso anno dal Comune di Roma per combattere il freddo, distribuendo alle associazioni di volontariato generi alimentari e vestiari da destinare ai senza fissa dimora. Oltre all’istituzione dei centri di prima accoglienza, Di Stefano propone “di utilizzare e ripristinare con l’assistenza di personale volontario qualificato, a favore dei senza fissa dimora, i vecchi dazi doganali che sono situati nelle vie consolari della città e che giacciono fatiscenti, meta di numerosi pellegrinaggi di ratti”. La costruzione di centri di prima accoglienza per i barboni, sottolinea Di Stefano, servirebbe a “focalizzare le reali necessità degli homeless” e ad “intervenire direttamente sul territorio d’appartenenza”, evitando così “l’inarrestabile migrazione di emarginati da una zona all’altra della nostra città”, in gran parte della quale “manca ancora la cultura della solidarietà e della uguaglianza”. ” “” “