GIUBILEO DEL MONDO AGRICOLO: MONS. CHARRIER, RISCOPRIRE IL “DONO DELLA TERRA”

“In un clima di cultura di ‘onnipotenza’ dell’uomo sul creato, bisogna ripensare la signoria dell’uomo, specialmente sulla terra, che non è quella di padrone assoluto, ma di ‘coltivatore’ saggio, di custode attento e di prudente amministratore”. Lo sottolinea mons. Fernando Charrier, presidente del Comitato del Giubileo del mondo agricolo, illustrando le finalità dell’ultimo dei tre appuntamenti del Giubileo del mondo del lavoro, che sarà celebrato l’11 e il 12 novembre, dopo quelli del mondo dell’artigianato (19 marzo) e quello del primo maggio a Tor Vergata. Anche questo Giubileo, osserva Charrier, non si concluderà con la Messa, ma rappresenta l’inizio di un cammino che “guarda al futuro”. Il programma giubilare, spiega il vescovo, si articola in due giornate e per l’occasione giungeranno a Roma delegazioni da 27 Paesi di cinque continenti e con molta probabilità si supererà la quota di oltre 100.000 presenze. Le celebrazioni inizieranno sabato pomeriggio con uno spettacolo nell’aula Paolo VI. Sarà, nota Charrier, “un momento di riflessione e di festa” per creare tra “tutti i lavoratori del mondo agricolo una ‘reciprocità’: ciascuno deve farsi carico della situazione di tutti gli altri per promuovere la vera solidarietà”. Momento centrale di questo Giubileo, sarà domenica mattina la concelebrazione in piazza San Pietro, presieduta dal Santo Padre. Essa sarà preceduta da una preparazione, con letture e canti, che spiegherà a tutti coloro che affluiranno verso il sagrato il senso della Giornata del ringraziamento a Dio per i beni della terra e riconfermerà l’impegno affinché il mondo dell’agricoltura “sia tenuto nella dovuta considerazione culturalmente, economicamente e in quanto portatore di valori religiosi e civili”.