GIUBILEO DEL MONDO AGRICOLO: CARD. ETCHEGARAY, UNA FESTA PER UNA REALTA’ CHE CAMBIA

Attraverso “ciò che vive il mondo agricolo” si può “riassumere e capire il destino e il dramma della nostra epoca”. Parla da “figlio della terra in senso stretto, (la casa di mia madre è ancora in mano ad un agricoltore e mio padre era riparatore di macchine agricole)”, il cardinale Roger Etchegaray, presidente del Comitato Centrale per il Grande Giubileo dell’Anno Duemila, presentando il Giubileo di questa categoria del mondo del lavoro che si appresta a varcare la Porta Santa sabato e domenica prossimi. “Tutti i mestieri – osserva il cardinale – sono in piena mutazione, ma il cambiamento verificatosi in quello di agricoltore porta fino a fare ripensare le sue finalità”. Ma non è sufficiente parlare di “crisi”, nota il card. Etchegaray, “in seno al mondo agricolo che soffre quanto più la sua sofferenza è sottovalutata all’esterno, la Chiesa, al di là delle necessarie riconversioni tecniche, fa intendere il richiamo alla conversione degli spiriti. E lo fa con molta fiducia in considerazione delle risorse straordinarie che detiene l’agricoltore per il fatto della sua vicinanza nativa con la terra, con la natura”. Il progetto di questo Giubileo del mondo agricolo consiste proprio nell'”accogliere e stimolare la speranza”. Ciò avverrà nello stesso giorno in cui il calendario giubilare prevede una “azione di grazia per i doni del Creato”, spiega ancora il cardinale. Dovrà essere “una domenica di festa che ci fa compiere un pellegrinaggio non abbastanza frequentato, quello verso il Padre Creatore”.