In inglese è anche un gioco di parole. Ma l’essenza della santità di Tommaso Moro è nel suo proclamarsi “King’s good servant, and God’s first”: buon servitore del re, ma prima di tutto di Dio, che in inglese richiama nella sua radice il Bene. Non ci deve essere contrasto tra la politica, che persegue il bene comune e la legge e il servizio di Dio. Ma qualora ci fosse la via è chiara: God’s first. Una sicurezza condita della pratica delle virtù e del buon umore, che distinguevano Moro e opportunamente il Papa ricorda” “”Fu martire della libertà nel senso più moderno del termine, – hanno scritto i promotori dell’istanza per la proclamazione del Cancelliere di Enrico VIII a patrono dei governanti e degli uomini politici – perché si oppose alla pretesa del potere di comandare sulle coscienze”. L’essenza dell’insegnamento di Moro anzi oggi è particolarmente evidente, dopo le concrete esperienze dei totalitarismi e di fronte alla complesse prospettive della “globalizzazione”.” “Certo il modello – fino al martirio – è oltremodo esigente. Ed anche sorprendente. Perché questo ‘God’s first’ non è un principio “integralista”, come pure tanta propaganda per secoli ha sostenuto. Guardare a Tommaso Moro impone anzi di fare giustizia di tanti schemi storiografici di derivazione ideologica ed anche di tanti complessi che ne derivano o ne sono derivati. Altro che integralismo: “Prima di tutto di Dio” richiama la realtà (cristiana e cattolica in modo del tutto particolare) di un principio di libertà, che vale per tutti, al di là delle distinzioni di fede e di cultura ed ha nella coscienza, come ricorda il Papa nel Motu proprio di proclamazione, il suo fulcro. E’ il segno dell’intimo collegamento tra libertà, verità e bene.” “C’è qui la radice della libertà religiosa (e della libertà della Chiesa) come presidio di tutte le libertà civili e l’ancoraggio dei grandi valori della persona, della giustizia, della vita, senza i quali la democrazia e ogni regime politico si corrompe. “Si potrebbe quasi dire, ripete il Papa, che i diritti dell’uomo sono anche i diritti di Dio”. Giovanni Paolo II, oltre le fratture della modernità, rilancia l’identità cattolica a servizio e promozione della persona.” “Nel momento in cui la politica sembra piegarsi ad altre logiche in questa incerta età di transizione, dal giubileo dei politici vengono alcuni impegni concreti, sulla pena di morte, sul debito dei più poveri, sull’ambiente. Ma con questo nuovo patrono viene soprattutto un messaggio forte ed esigente, che è necessario per i politici, ma che fa bene a tutti.” “” “” “