GIUBILEO DEI POLITICI: ATTUALITÀ DI TOMMASO MORO

“Un grande dono” che Giovanni Paolo II offre a quanti hanno responsabilità politiche, “assegnando come patrono celeste san Tommaso Moro: un patrono di così alta levatura, alla misura di tutti quelli che debbono gestire la cosa pubblica”. Così il cardinale Roger Etchegaray, presidente del Comitato centrale del Grande Giubileo ha sottolineato l’importanza della decisione di Giovanni Paolo II di proclamare San Tommaso Moro Patrono dei Governanti e dei Politici, alla vigilia del loro Giubileo. Un modo, ha rilevato questa mattina il cardinale durante una conferenza stampa, per ricordare a chi ha responsabilità politiche “la priorità assoluta di Dio fino in seno agli affari pubblici. In un tempo di eclissi della coscienza – ha proseguito -, il Papa mostra a noi tutti un uomo che ha preferito la morte alla vita per fedeltà alla sua coscienza, a una coscienza che non ha cessato di illuminare alla luce di Dio e dei consigli dei saggi, lontano da ogni fanatismo e soggettivismo”. Non è facile, ha osservato il card. Etchegaray citando la ‘Gaudium et Spes’, “fare l’elogio della coscienza e testimoniare il suo valore supremo; poiché essa esige cure costanti di formazione, di maturazione affinché l’uomo vi scopra ‘la presenza di una legge che non si è dato da se stesso e alla quale è tenuto ad obbedire”. Il Cardinale ha quindi anticipato uno stralcio del Motu Proprio per la proclamazione, che sarà sottoscritto da Giovanni Paolo II il prossimo 31 ottobre. In esso, il Santo Padre evidenzia alcuni dei motivi che lo hanno fatto aderire alle richiesta di questo “gesto spirituale”, suggeritogli “da uomini e donne di ogni orizzonte politico dei vari continenti”: “E fu proprio nella difesa dei diritti della coscienza che l’esempio di Tommaso Moro brillò di luce intensa”. (segue) ” “” “