“Un segno di attenzione, di interesse, un invito a conoscere più a fondo l’Islam, un modo per riconoscere le differenze che ci sono ma che possono essere vissute in modo opposto: creando opposizione, steccati e intolleranza, oppure rispetto e dialogo”. Così padre Franco Imoda, rettore della Pontificia Università Gregoriana, descrive il senso di una mostra dedicata a conoscere il pellegrinaggio nell’Islam, che sarà allestita nel Quadriportico della Pontificia Università dal 27 ottobre al 15 novembre, con la ricostruzione delle varie tappe del pellegrinaggio, attraverso fotografie delle due città sante, Mecca e Medina, e di preziose edizioni del Corano. L’iniziativa, presentata questa mattina, è stata promossa dai padri Gesuiti, dall’associazione Sant’Andrea al Quirinale per il Giubileo, in collaborazione con il Centro islamico culturale d’Italia e la Lega musulmana mondiale in Italia. L’esposizione, intitolata “Scoprire il Pellegrinaggio nell’Islam, in cammino con Abramo”, sarà inaugurata giovedì prossimo, e per l’occasione interverranno tutti gli ambasciatori delle rappresentanze diplomatiche dei Paesi islamici in Italia e presso la Santa Sede. Il pellegrinaggio, ha ricordato l’ambasciatore Mario Scialoia, presidente della Lega Musulmana Mondiale in Italia, “è uno dei cinque pilastri essenziali sui quali si fonda l’Islam. Tutti i musulmani sono tenuti ad effettuarlo almeno una volta nella vita”. ” “Conoscere il modo in cui l’Islam vive la dimensione del pellegrinaggio, ha osservato padre Giovanni Notari, presidente dell’associazione Sant’Andrea al Quirinale per il Giubileo, è un modo per porre “eventi di comunicazione”, per stabilire “spazi di dialogo” che vuol dire “reciprocità”.