VOTO ITALIANI ALL’ESTERO: DON FERRO (MIGRANTES), UN BUON PASSO AVANTI, MA NON BASTA

“Soddisfazione”, ma anche l’invito a “guardare avanti con fiducia”, per “dare un contenuto pratico” ad una legge “attesa da anni” dai nostri connazionali all’estero. E’ quanto esprime don Elia Ferro, responsabile dell’Ufficio per la pastorale degli emigrati italiani della Fondazione Migrantes, riguardo all’approvazione, avvenuta ieri alla Camera, della legge di modifica costituzionale che permetterà ai circa tre milioni di italiani residenti all’estero di eleggere i loro 18 rappresentanti nel Parlamento italiano (12 deputati e 6 senatori). “E’ stato superato il secondo scoglio – continua Ferro – ora si tratta di vedere come verrà attuata nella pratica la novità introdotta dalla legge”. Anche se “arriva con un certo ritardo”, osserva l’esponente della Migrantes, “la concessione del diritto di voto per i nostri connazionali all’estero rappresenta un riconoscimento per tutti coloro che lavorano da anni per favorire questo traguardo. L’iter della legge, di fatto, non è ancora concluso: non basta stabilire il numero dei rappresentanti e delle circoscrizioni elettorali, occorre stabilire i criteri delle candidature e le modalità di espressione del voto”. “Per cinquant’anni – afferma Ferro – gli italiani all’estero si sono visti esclusi dal diritto di voto. Bisogna aiutarli a superare il loro disincanto e promuovere una partecipazione politica veramente responsabile, anche attraverso un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica in Italia”. Il dato confortante, conclude il rappresentante della Migrantes, “è che il voto di ieri è stato il risultato di un impegno trasversale di tutte le forze politiche”.