DOSSIER IMMIGRAZIONE: CARD.ETCHEGARAY, SEI REGOLE PER IL VIVERE INSIEME

L’immigrazione è “una sfida gigantesca”, perché “rivela le contraddizioni della nostra società”, e “chiama in causa la stessa identità della Chiesa”. Per questo motivo, “denunciare il razzismo e la xenofobia non basta: i cristiani devono azzardare proposte concrete per assicurare l’avvenire dei migranti”. Sono le parole del cardinale Roger Etchegaray, presidente del Comitato Centrale per il Grande Giubileo del 2000, intervenuto oggi a Roma alla presentazione della X edizione del Dossier statistico sull’immigrazione 2000 curato dalla Caritas di Roma, in collaborazione con diversi organismi tra cui la Fondazione Migrantes. Il cardinale Etchegaray ha riassunto in sei regole l’atteggiamento da avere nei confronti del fenomeno migratorio: “Primo, ogni persona ha diritto di vivere nella propria patria, un diritto prioritario rispetto a quello di emigrare; secondo, per aiutare ciascuno nel proprio Paese si impone una cooperazione internazionale più energica e sistematica, riconoscendo altresì i diritti delle minoranze; terzo, ogni persona ha diritto di emigrare per l’impossibilità di vivere nel proprio Paese; quarto, il migrante non è solo un individuo da rispettare secondo le norme dei Paesi, ma è una persona i cui bisogni chiedono un impegno di solidarietà: quinto, ogni persona che emigra ha il dovere di accettare le leggi del Paese di accoglienza, ma l’integrazione presuppone anche un processo di reciprocità: sesto, è necessaria un’informazione chiara, obiettiva e ampia presso l’opinione pubblica, che è oggi più che mai vulnerabile a tutte le manipolazioni suscitate da paura e insicurezza”. E don Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma, ha invitato a “non fare un’esemplificazione indebita assimilando il cristianesimo con la minaccia dell’Islam” e ha auspicato che “i musulmani, al pari degli altri, pur rimanendo legati al passato ma non vittime del passato, si adoperino affinché anche nei loro Paesi sia assicurata la libertà di coscienza a tutte le religioni”.