Un appello per la pace è stato inviato dal Consiglio di coordinamento interreligioso d’Israele (Icci) ai leader religiosi e politici del Paese. A darne notizia è l’agenzia internazionale Fides. “Come uomini e donne di fede, fedeli delle tre religioni monoteistiche presenti in Israele … ci rivolgiamo innanzitutto ai leader religiosi delle comunità ebraiche, cristiane e musulmane di questa terra”. Esordisce così il documento stilato dall’Icci, Consiglio che riunisce 67 organizzazioni ebraiche, cristiane e musulmane impegnate per la reciproca comprensione religiosa e culturale. “Chiediamo alle autorità di alzare la voce per la salvezza e la pace. Chiediamo di parlare profeticamente e con coraggio ai loro seguaci al fine di inculcare i valori della verità, giustizia e amore per i propri simili” e “la pratica della riconciliazione; condannare senza mezzi termini la pratica delle provocazioni retoriche, della vendetta e della violenza” contro “gli esseri umani e i luoghi santi di tutte le religioni; rafforzare il valore di base che ogni essere umano è creato ad immagine di Dio”; esprimere “simpatia ed empatia per i morti di entrambe le parti in conflitto”; garantire “che le dispute territoriali non si trasformino in guerre di religione”. “Un accordo di pace non è solo una vittoria per i leader politici, ma per i popoli della regione che vogliono vivere con dignità e in sicurezza” ricorda il documento ai capi politici delle parti in conflitto. Per il raggiungimento della pace queste ultime “devono smettere di incolparsi a vicenda e devono rispettare gli accordi già raggiunti”. “Il processo di pace – si legge – inizia con un’idea fondamentale: quella del rispetto per la vita di ogni individuo, a qualsiasi popolo appartenga”. Di qui l’urgenza che “i leader delle due parti aprano le loro menti e i cuori ai diritti umani, politici, religiosi e civili, e alle aspirazioni degli altri popoli come a quelle del proprio”.” “” “