NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana

Ancora una volta grandi folle a San Pietro. Una grande folla viva, fatta questa volta di famiglie tutte presenti nella loro individualità. E’ una delle caratteristiche del giubileo del duemila, che si intreccia oggi con l’anniversario dell’inizio del pontificato di Giovanni Paolo II. E ne ribadisce il doppio e convergente dinamismo: il realismo e l’escatologia, vissuti nel concreto di una storia personale e sociale accelerata.” “In un seminario del progetto culturale con le riviste di cultura religiosa tenutasi nei giorni scorsi a Roma su: “dopo il Giubileo, quali spunti per il lavoro culturale” sono emersi due impegni per sviluppare queste suggestioni.” “In primo luogo tenere aperto l’orizzonte della trascendenza e dunque la concezione della persona che ne deriva. Questo comporta misurarsi senza complessi con i rapidissimi sviluppi della tecnologia e della scienza, in particolare delle bio-tecnologie. Proprio le possibilità di manipolazioni rilanciano il tema dell’identità della persona, da declinare in termini adeguati a questo nuovo contesto. Sarà il tema del forum 2001 del progetto culturale.” “Il secondo impegno è relativo ad una questione di cui si è discusso in modo nervoso e tuttavia troppo piatto in queste settimane, e cioè quello che in termini teologici si può definire della soteriologia e dell’escatologia e in termini più correnti del pluralismo religioso in un mondo globalizzato.” “Vi è infatti una concezione del dialogo e del rapporto tra le grandi religioni funzionale alle dinamiche della globalizzazione e della frammentazione: è quella della sostanziale equipollenza, del relativismo, una volta constatata l’impossibilità di arrivare ad una verità condivisa. La tesi dominante è che la libertà è un valore che si può salvaguardare solo sterilizzando la “pretesa” di verità affermata dalla fede. Si tratta di una posizione assai poco coraggiosa, come quella di coloro che, dal punto di vista della fede, accettano la libertà religiosa come un accidente da sopportare in attesa (o rimpiangendo) tempi migliori. In realtà il Concilio ha ben chiarito che la libertà e in particolare la libertà religiosa è fondata sulla dignità della persona, sulla sua libertà appunto inalienabile di aderire alla verità, che evidentemente in questo modo diventa interlocuzione, proposta necessaria e non certamente pretesa. ” “Il progetto culturale così incontra la vita e riprende le molteplici suggestioni del giubileo, sviluppandone uno dei frutti più evidenti: la presenza di una fede e una vita cristiana autentica spesso occultata dal mondo e dall’agenda della grande comunicazione e dalla cultura pubblica.” “” “” “