BIOETICA: MONS. SGRECCIA, “DALL’EMBRIONE DIPENDE L’IDENTITÀ DELL’UOMO”

“La questione dello statuto dell’embrione mette in gioco la questione dell’identità stessa dell’essere umano”. Lo ha detto mons. Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia Accademia della Vita, intervenendo oggi al congresso internazionale teologico-pastorale su “I figli, primavera della famiglia e della società”, promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia in occasione del Giubileo mondiale delle famiglie, che si concluderà domenica prossima con la Messa del Papa in piazza S. Pietro. Come dimostrano numerosi studi ed interventi pubblici della Pontificia Accademia della Vita, ha proseguito Sgreccia, “la questione dell’embrione è la più viva e la più cruciale della bioetica, perché mette in questione l’identità stessa dell’essere umano, considerato nel suo esistere iniziale e nelle sue modalità di trattamento”. “L’embrione umano – ha ribadito il genetista Angelo Serra – ha dignità e diritti propri di ogni altro individuo umano”, visto che “alla fusione dei due gameti umani, ovulo e spermatozoo, inizia la sua esistenza un individuo umano il quale, da quel momento, incomincia il suo proprio ciclo vitale”. Un’altra questione attuale, per la bioetica, è quella dell’ingegneria genetica: “Le conoscenze emerse dallo studio sul genoma umano – ha detto Roberto Colombo, dell’Università Cattolica di Milano – influiscono profondamente sulla comprensione di noi stessi e delle nostre famiglie”. Ciò che suscita problemi etici, in particolare, è che “oggi si passano i limiti della biotecnologia, portando avanti ricerche cliniche mirate a modificare la struttura genetica di un determinato tessuto o dell’intero organismo”. Per “prevenire questi abusi”, secondo Colombo, non basta soltanto “stabilire codici deontologici” per la ricerca genetica e le sue applicazioni biomediche: occorre – ha concluso il relatore – “educare ad amare la vita umana nella sua interezza, andando oltre l’opinione o il giudizio che oguno di noi si è formato su di essa”.