“PILLOLA DEL GIORNO DOPO”: A. G. SPAGNOLO (UNIVERSITA’ CATTOLICA), “E’ ABORTO”

“I ginecologi calcolano il tempo della gravidanza, cioè l’età gestazionale, partendo dall’inizio dell’ultima mestruazione, ed utilizzano anche la cosiddetta età concezionale, circa due settimane dopo quella gestazionale, per avvicinarsi meglio al periodo della fecondazione che è l’inizio dello sviluppo dell’embrione”. A spiegarlo è Antonio G. Spagnolo, docente di bioetica all’Università cattolica, che aggiunge: “Anche la legge 194 che disciplina l’aborto” utilizza gli stessi parametri di calcolo e “da nessuna parte si è mai considerato il periodo dell’impianto dell’embrione come riferimento per iniziare a parlare di gravidanza”. Questo, il suo commento alla risposta data ieri dal presidente del Consiglio Giuliano Amato di fronte alla preoccupazione di un deputato di An per l’immissione in commercio della cosiddetta “pillola del giorno dopo”. “La gravidanza inizia solo con l’attecchimento nell’utero dell’ovulo fecondato” aveva detto il presidente del Consiglio. “Sembra ben strano – prosegue Spagnolo – che medici ministri e primi ministri parlino di gravidanza soltanto a partire dall’impianto dell’embrione, cioè di quello stesso ovocita che è stato fecondato 1-2 settimane prima. E’ un’ipocrisia, ed è evidente che si intendono utilizzare in modo strumentale i termini e arrivare così a concludere che, poiché la gravidanza inizierebbe dopo l’impianto dell’embrione, tutto quello che interrompe prima la vita dell’embrione non è interruzione di gravidanza”. “L’interruzione della vita di un ovocita fecondato, cioè di un embrione che ha iniziato la sua esistenza seppure non ancora impiantato – ribadisce Spagnolo – e’ un vero e proprio aborto, al di là del significato che si vuole dare alle parole” e “per di più, l’introduzione in commercio di tale pillola rimarrebbe fuori dell’ambito di controllo della legge 194, in quanto non prevede tutte le procedure che la legge dispone”.