FAMIGLIA: UNIVERSITÀ CATTOLICA, UNA SOCIETÀ DI FIGLI UNICI E DI “MAMMONI”

Ci si sposa più tardi, si fanno meno figli e si rimane più a lungo nella famiglia di origine. Sono alcune dei dati Istat che fotografano la famiglia italiana del duemila. Ad elaborarli è stato il Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica di Milano che su questo tema ha promosso un convegno nei giorni 13 e 14 ottobre, alla vigilia del Giubileo delle famiglie. Il tasso di fertilità è passato dal 2,4 per donna del 1981 all’1,2 del 1998. I giovani dai 15 ai 24 anni tendono a rimanere con entrambi i genitori. Si sono dimezzati i ragazzi e le ragazze che in questa stessa fascia di età sono diventati padri e madri (dal 4,7% nel 1990 al 2,1% del ’98). Ma anche i giovani più adulti (quelli di età compresa tra i 25 e i 34 anni) preferiscono vivere con i genitori (dal 20,2% al 30,4%). ” “In Italia, la famiglia tipo è sempre più quella con un solo figlio (43,8% nel ’94 al 45,2% nel ’98) mentre sono diminuiti i nuclei familiari con tre o più figli (dal 13,7% al 12,1). Le crisi coniugali (separazioni e divorzi) avvengono in gran parte in presenza di coppie con figli. Nel 1997 il numero dei figli coinvolti si aggirava intorno alle 94mila unità di cui 58mila minori. Nel 90% dei casi, i figli vengono affidati alla madre (con punte del 94% per i minori di 6 anni). Altri dati sottolineano la diffusa attenuazione del modello “casalinga, moglie, madre, Nella realtà, le giovani casalinghe sono sempre più una minoranza (nella fascia di età dai 35 ai 44 anni sono passare su tutto il territorio nazionale, dal 40% al 33% del ’98) e vivono spesso tale condizione più come un ripiego che come una scelta di vita. ” “