PRESENTATO IL RAPPORTO SULL’ASSOCIAZIONISMO SOCIALE

Un terzo degli italiani adulti fa parte di realtà associative: sono infatti 15 milioni e 675 mila (33,3%) i cittadini aderenti a partiti, sindacati, organizzazioni di categoria, associazioni impegnate nel sociale. Quasi 6 milioni prestano attività di volontariato. La metà della popolazione adulta (21 milioni e 900 mila persone), pur non aderendo ad alcuna associazione, sostiene iniziative sociali e di pubblica utilità attraverso contributi in denaro per un volume stimato nel 1998 intorno ai 2 miliardi e 180 milioni di lire. Sono i numeri del VII Rapporto sull’associazionismo sociale realizzato per il Cnel dall’Iref, l’Istituto di ricerche educative e formative delle Acli, presentato questa mattina a Roma. L’indagine biennale, condotta su un campione rappresentativo di mille unità, rileva la leggera flessione della partecipazione sociale rispetto agli anni precedenti (la quota di associati era del 34% nel 1997) e, a fronte di una tenuta del Sud e delle isole, segnala un calo nel Nord-Ovest (meno 4,8%), una contenuta riduzione nel Nord-Est (meno 1,6%) e, in controtendenza, un lievissimo aumento (0,6%) al Centro. Cresce la partecipazione civica di giovani, donne e anziani, anche se l’associazionismo è più diffuso nella popolazione adulta: l’associato tipo ha infatti un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, un titolo di studio e un reddito medio. Tra le forme di volontariato, la più diffusa è quella di servizio (2 milioni e mezzo di persone impegnate per il 60% nell’area sociosanitaria), un terzo dei volontari è attivo nell’impegno civico e un quarto in quello religioso. (segue)