Un numero speciale con i contributi dei primi collaboratori del Segno, la ristampa del primo numero, la realizzazione del nuovo sito Web del settimanale (www.ilsegnobz.it) ed una serie di serate, nel corso delle quali si rifletterà sulla testimonianza come forma di comunicazione, sono solo alcune delle iniziative predisposte per festeggiare i 35 anni del settimanale diocesano di Bolzano “Il Segno”. A darne notizia questa mattina a Bolzano lo stesso direttore Paolo Valente, alla presenza del vescovo della diocesi mons. Wilhelm Egger.” “” Il Segno – è stato ricordato – nasce il 2 ottobre 1965 come strumento di comunicazione destinato al gruppo linguistico italiano, disorientato e povero di radici. Tra i suoi obiettivi iniziali: la diffusione delle novità del Concilio, la creazione di un’unica comunità nella diocesi, la promozione della pacifica convivenza tra i gruppi linguistici dell’Alto Adige, l’attenzione agli “ultimi”. Tutti obiettivi rimasti attuali nonostante i 35 anni trascorsi”. ” “”Il Segno – ha ricordato il direttore Valente – è un giornale nato sul confine, impiantato sulla soglia. Nasce infatti all’indomani di due svolte storiche: il Concilio Vaticano II e la creazione della diocesi di Bolzano-Bressanone. La sua prima missione fu quella di annunciare queste due novità e non fu impresa facile. Non fu scontato, per il Segno nascente, puntare tutte le sue energie nel favorire il dialogo tra i diversi gruppi che popolano l’Alto Adige in un tempo, gli anni ’60, in cui era più facile individuare gli elementi di divisione piuttosto che quelli di unità. Impopolare anche la scelta di dare voce alle categorie più deboli. Una scelta fastidiosa e poco redditizia, ma coerente fino in fondo con le proprie radici. Esperienza di frontiera, al confine tra Chiesa e mondo, tra fede e dubbio. Il Segno ha scelto (e a volte ci riesce) di non essere un giornale che insegna ma di essere strumento di dialogo, un invito al lettore a ragionare, a farsi una sua idea. Non dà risposte precotte, preferisce suscitare domande. Per questo forse non regala facili certezze, piuttosto inquieta e, di conseguenza, infastidisce”.” “