“Bologna offre una ricchezza di valori, di abitudini acquisite, di convincimenti condivisi, che trova la sua origine prima nella calda e pervadente luce del Verbo di Dio. E’ la caratteristica ‘umanità petroniana’, che suscita l’ammirazione e conquista il favore anche di chi proviene da terre remote e da genti diverse”. Sono parole del card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, in occasione della festa di san Petronio, patrono della città. “Eredità di Petronio” da salvaguardare sia “credenti che non credenti”.” “”Senza dubbio – ha proseguito il card. Biffi, nella sua – coloro che condividono la fede di Petronio in Dio, sono facilitati a comprendere la valenza spirituale di questo omaggio al Patrono. Ma anche quelli che credono di non credere, se sono autenticamente e cordialmente bolognesi, non possono non sentirsi ‘petroniani’. E dunque anche loro sollecitati ad adoperarsi perché tutto quel patrimonio di verità esistenziali, di attitudini a comunicare e solidarizzare non si alteri e non vada perduto”. “Quando tornerà, Gesù troverà ancora la fede sotto le due torri?” si è domandato, infine, il cardinale. “Se l’esito dipendesse solo da noi, avremmo di che preoccuparci – ha detto Biffi -. E sarebbe una sventura senza confronti. Se si estinguesse la fede, la nostra esistenza perderebbe di senso e l’uomo non potrebbe più affidarsi a nessuna vera speranza. Di più la stessa civiltà petroniana a poco a poco si estenuerebbe e alla fine Bologna non sarebbe più Bologna. Ma per fortuna non siamo soli. Il nostro vescovo san Petronio è ancora con noi”.” “