“Cristo è l’unico Salvatore del mondo e la vera radice della missione, che non può limitarsi a realizzare una cooperazione per lo sviluppo: questa, insieme alla promozione umana delle persone, delle famiglie, dei popoli, è un frutto, ma la radice è solo il Signore”: lo ha sottolineato ieri sera nella basilica di San Giovanni in Laterano, durante la Veglia di preghiera missionaria della diocesi di Roma, il cardinale vicario Camillo Ruini. La celebrazione, sul tema giubilare “Gesù Cristo, unico salvatore del mondo, ieri, oggi e sempre”, era promossa dal Centro pastorale per la cooperazione missionaria tra le Chiese. “La fede è dono di Dio ricevuto senza alcun merito perché l’offriamo rispettosamente a tutti”, ha precisato il cardinale vicario, ricordando che “negli ultimi 50 anni, in un clima culturale in cui tutto è relativo, il rischio di un malinteso è possibile, cioè dire che Cristo non sarebbe l’unico Salvatore”. Smentire tale affermazione, “come ha fatto la Dominus Jesus, non vuol dire che possono salvarsi solo i cristiani – ha spiegato – ma che la salvezza si ottiene attraverso anche la conoscenza implicita del Signore”. Il secondo equivoco, secondo Ruini, è ritenere che “i credenti in Gesù Salvatore disprezzino le altre religioni. Al contrario, il dialogo interreligioso è un grande progresso del nostro tempo e una benedizione, ma non può significare la rinuncia alla sostanza della fede cristiana”.