Anche l’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc) si unisce alla protesta dei sindacati contro la quantità di risorse destinate alla scuola e al personale, avanzata dal ministro della Pubblica Istruzione ed annuncia di aderire agli scioperi ed alle manifestazioni programmati. “L’inadeguatezza degli stipendi – si legge in una nota dell’Aimc, diffusa oggi – è un dato di realtà e la quantificazione proposta dell’incremento è segno evidente di una scarsa stima che rende il ‘miserabile economico’ anche ‘ miserabile sociale'”. “Se si afferma – proseguono i maestri cattolici – che i professionisti sono risorsa strategica per lo sviluppo qualitativo della scuola, occorre che tali di dichiarazioni si traducano in preciso ed adeguato investimento di risorse economiche”. L’Aimc fa notare che la scuola si trova di fronte “al più ampio processo di cambiamento” ma sottolinea anche che se “il movimento diventa agitazione, significa che qualcosa non funziona e che siamo di fronte al rischio che l’intero ingranaggio si blocchi”. “Cercare risposte coerenti alle proprie e legittime esigenze – precisa l’Aimc – non è corporativismo, ma creare condizioni favorevoli per l’intero. E’ su queste motivazioni che l’Aimc dà la sua adesione attiva agli scioperi ed alle manifestazioni programmati, dichiarando che l’eventuale rallentamento del processo di riforma non potrà venire ascritto ai professionisti, costretti a mettersi in agitazione e, di conseguenza, agitare la scuola”.