E’ la domanda che si pone l’A.Ge. Associazione italiana genitori, a proposito della recente sentenza della Corte di Cassazione, che ritiene responsabili i genitori di quanto fanno i figli a scuola. Osservando come, in questi ultimi anni, si siano susseguiti i pronunciamenti in cui i genitori sono stati chiamati a ‘pagare i danni causati dai figli’, l’A.Ge. obietta che “nel contempo i genitori non sono, con altrettanta solerzia, aiutati a svolgere i propri compiti educativi”. “Da una parte – prosegue il documento della presidenza nazionale – si continua a sostituirli nei loro compiti educativi, facilitandone l’atteggiamento di delega, e dall’altra li si chiama in causa perché rimedino ai fallimenti e agli insuccessi”. Secondo l’A.Ge. questa impostazione non è condivisibile, perché “di volta in volta le responsabilità non possono essere scaricate o tutte sulla scuola o tutte sulle famiglie”. La proposta dell’associazione è che scuola e genitori collaborino maggiormente, cosa oggi più possibile grazie alla “scuola dell’autonomia”, rafforzando la responsabilità “in educando” dei genitori, vale a dire riconoscendo il loro contributo “nella fase della programmazione, della realizzazione e della verifica dell’esperienza scolastica”. Il documento si chiude con la richiesta di una maggiore “cooperazione tra scuola e genitori”, confermata – dice l’A.Ge. – “anche dalla recente legge sui cicli”. Per l’associazione occorre quindi che i genitori possano “esprimere proposte e coordinare interventi perché il clima della classe ed i comportamenti di ragazzi ed adulti siano improntati al rispetto, all’ordinato operare senza prevaricazioni di sorta”.