NOTA SETTIMANALE SIR. Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale del Sir

Forse non ce ne accorgiamo, ma è in atto un processo costituente. Certo, è coperto dalle scorie dell’ipertrofia di una comunicazione che si livella alla più bassa qualità, dalla propaganda politica, da una interminabile campagna elettorale che evita accuratamente i contenuti e si cristallizza negli slogan. Certo, le vicende contraddittorie dell’economia e soprattutto della finanza, gli interessi transnazionali della globalizzazione, tendono a suggerire l’obsolescenza delle costituzioni, quando non anche proprio della politica.” “Eppure il processo costituente è in atto, tanto a livello continentale che nazionale. La “carta dei diritti fondamentali dell’unione Europea” in questo senso è un appuntamento di cui sarebbe difficile sottovalutare la portata. Anche se le forze politiche preferiscono non parlarne troppo, perché scrivere una Carta così impegnativa impone fare delle scelte precise in ordine ai grandi temi, ai valori non negoziabili, col rischio di scontentare comunque qualche frangia influente di elettorato potenziale. Allo stesso modo sul piano nazionale, diventano inevitabili le decisioni su federalismo e autonomie, su cui si stanno fortunatamente facendo passi in avanti, legge elettorale e sistema della rappresentanza.” “Proprio perché i cambiamenti sono veloci e, come sempre è stato, le istituzioni devono prenderne le misure. Conformemente ai tempi, che non sono più quelli della grande mobilitazione politica, il dibattito resta piuttosto tra gli addetti ai lavori: il ventesimo secolo è finito davvero. Proprio per questo bisogna invece moltiplicare l’attenzione e tentare di avere le idee chiare. Il discorso di Giovanni Paolo II ai presidenti dei parlamenti europei, riuniti a Roma nell’anno giubilare, offre un contributo rilevante e nello stesso tempo un preciso punto di riferimento in ordine a questo processo costituente.” “Tre sono i punti essenziali, secondo il Papa: “la nozione di bene comune”, il “fecondo principio di sussidiarietà” e la “salvaguardia dei diritti dell’uomo”. Cruciale è il discorso sui diritti. Che non può che essere centrato sulla persona e non può prescindere dall'”ordine naturale”, in cui la persona è inserita. Di qui l’origine dei diritti essenziali alla vita, all’integrità fisica e psichica, alla libertà di coscienza, di pensiero e di religione. Ma anche la consapevolezza che “i diritti dell’uomo non possono essere rivendicazioni contro la natura stessa dell’uomo”. Siamo alle frontiere delle manipolazioni, oggi possibili in tutti i campi, su cui si può dire una parola chiara e serena, per un progresso vero e non mistificato.” “” “” “