“Un espediente per evitare il varo di una nuova legge”. Così Salvino Leone, del Centro di bioetica dell’Università di Palermo, definisce la proposta dl Ministro Veronesi di emanare un regolamento ministeriale per i centri che praticano la fecondazione assistita. In merito alla proposta, che ha scatenato e continua a suscitare polemiche sui media, Leone si dichiara “non entusiasta”, in quanto essa servirebbe soltanto “a cercare di porre un qualche rimedio all’indefinito rinvio della nuova legge sulla fecondazione assistita, che sembra non debba mai arrivare al capolinea dell’iter parlamentare”. Il Ministro, precisa il bioetico, “è certamente autorizzato ad emanare specifici regolamenti e discipline di questo tipo, ma la legge ha certamente un peso diverso da un regolamento, che può essere agilmente oggetto di modifiche”. L’auspicio di Leone, comunque, è che “questa proposta, qualunque sia il suo esito, serva da stimolo ad avere in tempi brevi una legge sulla procreazione medicalmente assistita per porre alla totale mancanza di regole che vige attualmente in materia”. Quella richiesta da Leone, però, non è “una legge qualsiasi, ma una buona legge”, sollecitata anche dal card. Ruini alla recente prolusione al Consiglio permanente della Cei. “Una cattiva legge, che cristallizzi ciò che non è moralmente accettabile – spiega, infatti, il bioetico – sarebbe peggio del vuoto legislativo attuale, e finirebbe per farci ricadere con l’equivoco che a suo tempo ha dato corpo al leggi come la 194, sull’interruzione volontaria della gravidanza”. ” “” “