“Un forte aiuto e un indirizzo sicuro per far fronte a quella mentalità relativista e indifferentista, secondo la quale ‘una religione vale l’altra’ che è però pericolosamente diffusa anche tra la nostra gente”. Così il card. Ruini – aprendo oggi, a Torino, i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani (in svolgimento fino al 21 settembre) – ha definito la recente dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della fede, “Dominus Jesus”, in cui viene ribadito che il “ruolo determinante di Cristo nella salvezza di ogni essere umano non toglie affatto che a tutti, anche a coloro che non hanno mai conosciuto Cristo, sia data, proprio in Cristo e tramite l’azione dello Spirito Santo, una concreta possibilità di salvezza”. La Dichiarazione, infatti, ribadisce, sulla scia del Concilio Vaticano II, “i principi cattolici sia dell’ecumenismo sia del dialogo interreligioso, precisando che l’unica Chiesa di Cristo ‘sussiste’ o esiste pienamente soltanto nella Chiesa cattolica, e però anche in altre Chiese, che non sono ancora in piena comunione con lei, è presente e operante la medesima Chiesa di Cristo”. Non è mancato un accenno alle recenti polemiche sulla beatificazione di Pio IX, che è salito agli onori degli altari – ha ricordato Ruini citando il Papa – non per “particolari opzioni storiche”, ma per le sue virtù di fede. Tra Concilio Vaticano I e Concilio Vaticano II, inoltre, c’è sia “L a continuità profonda della vita e della dottrina della Chiesa”, sia “la novità grande e gravida di futuro che il Concilio Vaticano II ha portato con sé”. Tracciando un bilancio della Giornata mondiale della Gioventù, svoltasi a Roma dal 15 al 20 agosto, Ruini l’ha definita “l’esperienza più carica di futuro, più coinvolgente e più interpellante” del Giubileo, “non solo per il numero eccezionale dei partecipanti”. Ruini ha chiesto alla Chiesa una seria “pastorale dell’intelligenza”, che “prenda sul serio le domande dei giovani, per aiutarli a trovare delle pertinenti risposte cristiane”. ” “” “