Lamentano il fatto che le proposte di amnistia e indulto siano ormai “moribonde” e che non si siano trovate ancora soluzioni valide all'”emergenza carcere”, ad esempio le misure alternative che facilitano il reinserimento sociale dei detenuti. Se ne è parlato durante una conferenza stampa organizzata oggi a Roma dalla Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Sergio Segio, Sergio Cusani e il calciatore della Roma Damiano Tommasi. Maria Pia Giuffrida, responsabile dell’ufficio misure alternative del Ministero di Grazia e Giustizia, ha ricordato che oggi in Italia sono 35.000 le persone sottoposte a misure alternative, auspicando “un aumento di risorse per questo settore”. Numeri che si aggiungono a quello dei 53.000 detenuti nelle carceri (anche se nel corso dell’anno ne entrano almeno 135.000). Le misure alternative – è stato sottolineato – rappresentano infatti la “possibilità di produrre sicurezza sociale a basso costo”: un detenuto costa allo Stato 400.000 lire al giorno, mentre se viene affidato ai servizi sociali solo 8.450 lire. Fra breve – come annunciato in conferenza stampa, inizierà a lavorare anche una Commissione mista (tra politici, tecnici e società civile) per la ricognizione dello stato delle carceri sul territorio. E i gruppi della società civile che si occupano del problema si faranno portavoce, in sede europea, della proposta di istituire un nuovo Commissario per la solidarietà e il disagio sociale.” “La Fict riunisce 52 centri specializzati nel recupero dei tossicodipendenti e nella prevenzione del disagio giovanile e familiare. Sono oltre 10.000 i giovani e 5.000 i familiari seguiti da 2.000 operatori e 5.000 volontari.” “