Nel discorso al nuovo ambasciatore di Israele, Giovanni Paolo II ha parlato anche del processo di pace in Medio Oriente, per il quale “il proseguimento del dialogo e dei negoziati rappresenta di per se stesso un significativo sviluppo”. Talvolta, ha evidenziato il Papa, “gli ostacoli al cammino della pace appaiono così grandi e così numerosi” da sembrare “umanamente” insormontabili. “Ma ciò che sembrava impensabile fino a pochi anni fa è oggi una realtà o almeno una questione su cui è aperta la discussione, e ciò deve convincere oltre ogni preoccupazione che la soluzione è possibile”. Il Papa inoltre ha ricordato il suo recente pellegrinaggio in Terra Santa, sottolineando la necessità di sviluppare, anche a livello biblico e teologico, il dialogo fra Cristiani ed Ebrei per rafforzare “rispetto e stima” reciproci. Questa, ha osservato il Santo Padre, “è la via più sicura per superare i pregiudizi del passato e alzare una barriera contro le forme di antisemitismo, razzismo e xenofobia che si riaffacciano oggi in alcune parti”.” “Le tappe del viaggio del Papa in Palestina sono state ripercorse nei dettagli nel discorso di saluto del nuovo ambasciatore. La visita di Giovanni Paolo II nei Luoghi Santi, ha detto Yasef Neville Lamdan, “ha toccato i nostri cuori, ha aperto le menti”.” “A proposito di Gerusalemme, l’ambasciatore ha spiegato che Israele riconosce e ha già scritto nella sua legge che Gerusalemme è sacra anche per i Cristiani di tutto il mondo. Per questo, ha spiegato, lo Stato d’Israele “assicura protezione ai Luoghi Santi in generale da dissacrazioni e violazioni, e ai Cristiani, insieme ai credenti di altre fedi, garantisce” libertà di coscienza, di religione, così come di uguaglianza nei diritti civili e politici, nello spirito degli Accordi Fondamentali sottoscritti con la Santa Sede nel 1993.” “” “” “” “” “