TRAGEDIA DI SOVERATO: CARITAS ITALIANA, “DOLORE PER LE VITTIME E PIÙ ATTENZIONE AL TERRITORIO”

“E’ una tragedia che ci lascia sgomenti. Dopo Sarno speravamo di non dover più assistere a disastri del genere. Invece ancora una volta la forza dirompente dell’acqua ha spazzato via tante vite umane”. Sono le parole di don Elvio Damoli, direttore della Caritas Italiana, riguardo alla tragedia di Soverato. “Oltre al dolore per le vittime che, ci auguriamo, non aumenteranno – continua don Damoli -, queste alluvioni hanno arrecato danni gravissimi a tante famiglie che hanno costruito con anni di sacrifici le loro attività produttive”. Una tragedia, sottolinea, che ha colpito un territorio dove c’è già “povertà e disoccupazione e dove la Chiesa è impegnata con interventi volti a promuovere la cultura del lavoro”.” “”C’è bisogno di maggiore attenzione al territorio”, è l’accorato appello di don Elvio Damoli, “e di una promozione più efficace della cultura della responsabilità per la prevenzione. Solo così eviteremo a tanti altri fratelli di morire nel fango”.” “Il direttore della Caritas ricorda l’apertura della gente della Calabria ad un valore fondamentale come l’accoglienza. “E’ un dolore ancora maggiore sapere che le vittime di questa alluvione sono persone che hanno saputo accogliere con dignità ed un forte senso di solidarietà i profughi sbarcati su quelle coste. Penso alla mobilitazione degli abitanti di Soverato nel Natale di tre anni fa, nei confronti di 700 curdi, beneficiari di una solidarietà che è andata ben oltre la distribuzione di coperte e medicinali”. La Caritas Italiana partecipa al dolore della popolazione calabrese e rilancia l’invito di mons. Cantisani, vescovo di Catanzaro-Squillace, a sentirsi tutti responsabili di quanto accaduto. Stanzia, inoltre, una prima somma di Lit. 50.000.000 a sostegno della Caritas diocesana impegnata in azioni di emergenza. Anche il Forum permanente del Terzo settore esprime la sua solidarietà alle vittime della tragedia di Soverato e ai dirigenti dell’Unitalsi e invita “ciascuno ad assumersi le proprie responsabilità, in questo caso chi ha concesso licenze ed aveva responsabilità sul territorio”.” “