NOTA SETTIMANALE SIR. Trasmettiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

Per quali temi passa la “politica del futuro”? Secondo Gianni Riotta sulla Stampa non più sulla vecchia frattura destra – sinistra ereditata dalla Rivoluzione francese, ma sulle nuove frontiere della ricerca e delle sue applicazioni in particolare biotecnlogiche: lasciarle completamente aperte o porre dei vincoli e fissare dei riferimenti? ” “La questione è assai delicata e forse mancano le categorie per affrontare il dibattito in modo adeguato, evitando di ricadere nei vecchi schemi, quelli di un certo progressismo di tanta cultura radicale, che finisce col concludere in senso relativistico o, peggio, nichilistico. Sulla premessa culturale bisogna insistere e il Papa l’ha ben sottolineata parlando al giubileo delle università: “non c’è contraddizione, ma piuttosto un nesso logico, tra la libertà della ricerca e il riconoscimento della verità, a cui appunto la ricerca mira”. Di più: “senza orientamento alla verità, da cercare con atteggiamento umile, e al tempo stesso fiducioso, la cultura è destinata a cadere nell’effimero, abbandonandosi alla volubilità delle opinioni e magari consegnandosi alla prepotenza, spesso subdola dei più forti”.” “Ritorna, a proposito della democrazia, il nesso fondamentale cultura-politica, essenziale anche per la “politica del futuro”. Proprio per salvaguardare la democrazia stessa dalla “prepotenza subdola dei più forti”. ” “Il discorso del papa è preoccupato da quelle derive che riducono “la democrazia a fatto puramente procedurale”. Per cui “la volontà della maggioranza basti tout court a determinare l’accettabilità morale di una legge”. Ritornano le impegnative parole delle encicliche Centesimus annus e Evangelium vitae: il valore della democrazia richiama ai valori che essa promuove: “Alla base di questi valori non possono esservi provvisorie e mutevoli “maggioranze” di opinione”. Di qui un richiamo – ripetuto anche dal cardinal Sodano al Millennuium Summit delle Nazioni Unite a New York – alla “legge naturale”, che, come ha detto il Papa, in quanto “iscritta nel cuore dell’uomo è punto di riferimento della legge civile”.” “Sono parole impegnative, certo. Sono concetti validi solo per i cattolici? La domanda merita di essere posta, anche perché su questo punto si fa molta propaganda e si corre il rischio della caricatura. Da parte cattolica non c’è alcuna rivendicazione di egemonia, ma solo il desiderio sincero di dare un contributo in un passaggio cruciale. In realtà un dialogo aperto e sereno, prima di tutto, e poi molte e importanti convergenze su questa idea di democrazia sono possibili, anzi, sono reclamate dai fatti.” “” “” “