IL PAPA: MOLTI BENEDETTINI SONO “ALLE FRONTIERE DEL CRISTIANESIMO”

“In un mondo in cui si moltiplicano le attività dispersive e si rischia di perdere talora persino il senso del vivere e del morire, vorrei richiamare – ben sapendo che proprio di questo voi siete maestri – il primato dell’interiorità. Più che mai l’uomo di oggi, per non smarrire se stesso, ha bisogno di ritrovare Dio e di ritrovarsi in Dio. E questo non è possibile se non quando il cuore si pone in ascolto del Signore nel silenzio e nella contemplazione prolungata”. E’ questo uno degli aspetti della “‘missione’ del monastero nel mondo attuale” sul quale Giovanni Paolo II si è soffermato questa mattina nel discorso che ha rivolto a 275 fra i partecipanti al Congresso degli Abati, dei Priori e delle Abadesse di Ordini Benedettini. Il gruppo era guidato dal nuovo Abate Primate Dom Notker Wolf, sessantenne che, da ieri per otto anni, sarà alla guida grande famiglia benedettina, dopo essere stato, fra gli altri incarichi, già responsabile dei Missionari Benedettini, che contano nel mondo 1100 monaci in 20 abazie. Il monachesimo occidentale ispirato a San Benedetto e alla sua Regola, ha sottolineato il Papa, continua a “contribuire all’attività apostolica della Chiesa” e ad operare “per la nuova evangelizzazione. Ne sono testimoni – ha proseguito – coloro, giovani ed adulti, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti, che trovano in voi e nei vostri monasteri dei punti di riferimento”. Caratteristica di “non poche delle case dei benedettini – ha messo ancora in evidenza il Papa – è oggi quella di essere alle ‘frontiere del Cristianesimo’, in luoghi dove il Cristianesimo è minoranza”. E proprio la testimonianza su questi luoghi è stata a volte “coronata dal martirio”.