SPIDLIK: “L’ICONA SENZA PREGHIERA È UNA FINESTRA MURATA”

“Accanto alle immagini di Cristo sono venerate in Russia numerosissime icone mariane. A un protestante che se ne meravigliava fu risposto: ‘Sono immagini di Cristo, nato da Maria’. La nostra religione non crede soltanto in Dio – tale è la professione comune di tutte le religioni -, ma crediamo in Cristo fattosi uomo”: lo ha sottolineato stamattina a Roma il gesuita padre Tomàs Spidlìk – docente emerito di teologia spirituale e patristica orientale al Pontificio istituto orientale – durante il Congresso internazionale “Volto di Cristo, volto dell’uomo”, organizzato dalla Pontificia università gregoriana in occasione del Giubileo delle Università. ” “Parlando delle icone, Spidlik ha affermato che “la tavola di legno è una cosa morta. Quale miracolo può unirla alla persona viva di Cristo? Una sola forza può unire i dissimili ed è l’amore”, che si manifesta “nella preghiera della Chiesa. Perciò, per gli orientali, l’icona davanti alla quale non si prega con devozione è come una finestra murata che ostacola la visione spirituale”. Spidlìk ha precisato che “anche i teologi occidentali difendono il culto delle immagini, ma temono le esagerazioni che diminuiscono la differenze tra le icone e i sacramenti. Il nostro scopo non è negare questa distinzione, ma mostrare anche la profonda unità di quello che si distingue”.” “