“Le piccole e medie imprese sono la migliore speranza che i poveri hanno per uscire dalla povertà”: lo ha detto l’economista Michael Novak, anticipando al Sir alcuni spunti della relazione che terrà domani pomeriggio al convegno su “L’uomo: immagine, via, destino”, apertosi oggi a Roma alla Pontificia Università Lateranense. In margine al convegno – promosso dall’ateneo pontificio nell’ambito del Giubileo dell’Università, in svolgimento a Roma fino al 10 settembre – Novak ha affermato che “l’unica via che i poveri hanno per spezzare le catene della povertà è creare o trovare lavoro. I poveri hanno bisogno di essere occupati in modo creativo, ma non si possono avere occupati senza datori di lavoro”. In Africa, in America Latina, in Asia – ha osservato il relatore – c’è “un’immensa quantità di lavoro da fare, e un immenso numero di donne e di uomini che non lavorano”. Di qui il “cruciale ruolo creativo” che possono giovare gli imprenditori, a patto però che intendano l’impresa come “virtù morale”, come “giustizia sociale” che “rappresenta la più grande speranza per i poveri di tutto il mondo”. Per Novak, insomma, la “vocazione” degli imprenditori “è una delle più strategiche di tutte per risolvere il grande problema morale dei prossimi cinquant’anni: aiutare il restante terzo del genere umano a spezzare le catene della povertà. Oggi noi abbiamo ancora quasi due miliardi di persone in disperata ricerca di occupazione, a fronte di un’immensa quantità di lavoro su tutti i fronti che attende ancora di essere svolto E’ una funzione tipica dell’impresa creare ciò che prima non esisteva, scorgere le opportunità lì dove gli altri vedono solo disperazione. Gli imprenditori sono portatori di speranza, immaginazione creativa e concreta realizzazione”. Secondo l’economista americano, le tre virtù fondamentali dell’impresa sono “creatività, edificazione della comunità e saggezza pratica. La povertà si supera più agevolmente con il lavoro che con l’elemosina. Dar vita a posti di lavoro nel settore privato è il compito primario della giustizia sociale”.