BEATI I COSTRUTTORI DI PACE, “APRITE I CANCELLI DELLA BASE DI AVIANO”

“Cosa succederebbe se, una mattina di settembre, una delegazione internazionale di contadini, di educatori pastorali, di attivisti per la pace e i diritti umani, si presentasse ai cancelli della Base Usaf di Aviano e chiedesse di ispezionarne gli hangar e i silos sotterranei, per verificare quante e quali armi di distruzione di massa contengono?”. Per questo sabato 16 settembre (ore 9), ad Aviano, indios del Chiapas e della Colombia, sopravvissuti di Hiroshima e Auschwitz, testimoni dall’ex Unione sovietica, dalla Jugoslavia e dal Brasile, insieme ad un gruppo di pacifisti italiani, si riuniranno davanti all’ingresso della Base Usaf “per chiedere un mondo senza atomiche, un mondo in cui ci sia posto per tutti”. Gli organizzatori – il gruppo di Pordenone di “Beati i costruttori di pace” e dell’associazione “Balducci” di Zugliano -, annunciano in un comunicato le motivazioni di questa iniziativa, prevista nell’ambito dell’8° convegno annuale dell’associazione “Balducci”, che si svolgerà dal 14 al 17 settembre a Udine e Pozzuolo del Friuli. “Chiederemo ancora una volta – spiegano i promotori – di poter varcare quei cancelli, nella speranza che militari e forze dell’ordine possano finalmente vedere nelle persone che avranno di fronte non dei nemici da neutralizzare, ma rappresentanti di un’unica umanità desiderosa di costruire un mondo più giusto e pacifico”.” “I promotori dell’iniziativa ricordano che nel 1946 il Tribunale di Norimberga “sentenziò che ogni cittadino ha il diritto e il dovere di rifiutare di cooperare con la politica del suo governo se questa contrasta con il diritto umanitario internazionale”, ma oggi, “nel villaggio globale in cui viviamo, l’indifferenza regna sovrana tanto quanto durante il Terzo Reich”, passando sotto silenzio tragedie come la guerra in Congo (1 milione e 700 mila morti) e le ingiustizie sociali presenti nella maggior parte dei Paesi del Sud del mondo.” “