Come spiegare all’ebreo o al luterano l’unicità di Cristo e della Chiesa cattolica? A questa domanda il cardinale Joseph Ratzinger prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha risposto che per quanto riguarda “la salvezza dell’ebreo, siamo d’accordo e vale per tutti gli altri che non è necessario che conosca o riconosca Cristo come figlio di Dio se ci sono impedimenti senza la sua colpevolezza insuperabili. Tuttavia il fatto che il figlio di Dio è entrato nella storia, è divenuto parte della storia ed è presente come realtà della storia, riguarda anche l’altro”. Il fatto che Cristo “non è fuggito nel Cielo ma è rimasto nella storia” non è – ha detto il cardinale – “una speculazione teologica ma è una realtà. Se dovessimo pensare che questa presenza scomparisse, tutta la storia sarebbe cambiata”. Per quanto riguarda i luterani, Ratzinger ha precisato che “oggettivamente riconosciamo tutti che la Chiesa dovrebbe essere una. Dovremmo tutti desiderare di trovarci in una chiesa cattolica rinnovata nel cammino verso il futuro. Ma questa necessità oggettiva è da distinguere sempre dallo stato della coscienza delle persone che imparano la loro fede nella comunità luterana e lì si nutrono della parola di Dio e se non possono trovare che la loro stessa fede sia sufficientemente presente nella Chiesa cattolica, rispettiamo questa loro coscienza”. Alla conferenza stampa, è intervenuto anche mons. Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione della dottrina della fede che ha precisato: “I nostri documenti non sono mai polemici”. “Però è chiaro che il documento si riferisce ad alcuni errori o ambiguità che sono diffusi nella produzione teologica. Non si vuole colpire l’uno o l’altro specifico teologo, ma correnti e atteggiamenti, articoli e libri che vanno in una certa direzione”. ” “” “” “