“Adottare dei bambini, sentendoli e trattandoli come veri figli, significa riconoscere che il rapporto tra genitori e figli non si misura solo sui parametri genetici. L’amore che genera è innanzitutto dono di sé. C’è una ‘generazione’ che avviene attraverso l’accoglienza, la premura, la dedizione. Il rapporto che ne scaturisce è così intimo e duraturo, da non essere per nulla inferiore a quello fondato sull’appartenenza biologica”. A tre anni dalla scomparsa di Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II ha ricevuto questa mattina in udienza 7000 partecipanti all’Incontro delle Famiglie adottive promosso dalle Missionarie della Carità, fra i quali genitori e ragazzi delle famiglie adottive, amici e collaboratori della congregazione. Il Papa ha aggiunto che “adottare un bambino è una grande opera di amore”, è “un vero scambio di doni”. Soprattutto in un tempo, ha osservato il Santo Padre, che conosce, “anche in questo ambito, non poche contraddizioni” e che a fronte di tanti bambini orfani, vede alcune coppie “restare senza figli per motivi non di rado egoistici”, o lasciarsi “scoraggiare da difficoltà economiche, sociali o burocratiche”; e altre che “nel desiderio di avere un bambino ‘proprio’ a qualunque costo, vanno ben oltre il legittimo aiuto che la scienza medica può assicurare alla procreazione, spingendosi a pratiche moralmente riprensibili”. In alternativa “a queste discutibili vie, l’esistenza stessa di tanti bambini senza famiglia suggerisce l’adozione come via concreta dell’amore”. Una strada “possibile e bella, pur con le sue difficoltà; una strada – ha suggerito ancora il Santo Padre – peraltro, praticabile ancor più di ieri, nell’era della globalizzazione, che accorcia tutte le distanze”. Ricordando Madre Teresa il Papa ha detto: “Ci sembra ancora di vederla in cammino per il mondo alla ricerca dei più poveri fra i poveri, sempre pronta ad aprire nuovi spazi di carità, accogliente verso tutti come una vera madre”. Osservarla, ha notato, ” aiutava a capire che cosa significasse per lei, al di là della dimensione puramente fisica, l’essere madre; aiutava ad andare alla radice spirituale della maternità”.