GIUBILEO DELL’UNIVERSITÀ: BIFFI, BASTA COI “MALINTESI” TRA FEDE E RAGIONE

Il cristiano non è “nemico” della ragione, ma non apprezza neanche la “presunzione intellettuale” di chi nega a priori la possibilità stessa dell’esistenza di Dio. A ribadirlo è oggi il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, all’apertura del convegno internazionale organizzato dalla sua diocesi in occasione del Giubileo mondiale dei docenti universitari, in svolgimento fino all’8 settembre sul tema “Scienza e conoscenza: verso quale razionalità?”. L’aspirazione di Biffi è che “tra fede e ragione cessino finalmente i malintesi, e anzi si addivenga a un loro stabile matrimonio che, se saprà superare l’incompatibilità di carattere tra i nubendi, certamente gratificherà la conoscenza integrale dell’uomo di una nuova fecondità”. L’arcivescovo di Bologna intende soprattutto dissipare ogni equivoco su un falsa immagine di cristianesimo, che una parte del mondo laico – e scientifico – tende ad accreditare: “I veri credenti – spiega sono lontanissimi dal pensare che per un’affermazione o un rilancio della fede sia necessario o almeno utile un deprezzamento della ragione. Nella fede cristiana e quindi anche nella teologia cattolica non ci può essere disistima o sospetto verso l’uomo che pensa con la sua testa. Nessuna verità può essere ritenuta incompatibile con il patrimonio della rivelazione”. Nello stesso tempo, però, il cristiano contesta anche “l’arroganza metafisica, la presunzione intellettuale” di quegli uomini di pensiero che negano a priori “la possibilità stessa di una rivelazione”. “Depressione e prevaricazione – conclude Biffi – sono rischi diversi e antitetici nei quali può incorrere la ragione naturale. Sono diversi e antitetici, ma ambedue portano a uno stato invalicabile di alienazione, perché ci precludono il senso ultimo della realtà e ogni speranza esistenziale che non sia effimera”. ” “” “