La repressione attuata dai ribelli del Rassemblement congolaise pour la democratie (Rcd) su esponenti della società civile del Kivu, in Congo, secondo l’agenzia internazionale Fides “ha un fine politico” perché la società civile è stata riconosciuta dagli accordi di Lusaka come “la quarta forza nel dibattito politico per ristabilire uno stato di diritto”. Lo scorso 29 agosto, infatti, sono stati arrestati, dai ribelli dell’Rcd, quattro attivisti dei diritti umani di Bukavu; e alcuni giorni prima, nella stessa città, una bomba aveva ucciso 13 persone ferendone altre 50. Secondo le fonti di Fides i ribelli “hanno colto l’occasione per arrestare dei capri espiatori già scelti in precedenza” tra esponenti della società civile, “politici recentemente nominati dal governo di Kinshasa all’Assemblea costituente, esponenti della Chiesa cattolica”. Il gruppo armato dell’Rcd è lo stesso che dal mese di febbraio impedisce a mons. Emmanuel Kataliko, arcivescovo di Bukavu, di rientrare nella propria diocesi. Mons. Kataliko vive infatti a Butembo e non può esercitare il suo ministero episcopale. Fides afferma che i ribelli stanno tentando di ostacolare l’annunciata visita a mons. Kataliko da parte del cardinale Etsou, arcivescovo di Kinshasa e presidente della Conferenza episcopale del Congo.