“Bisogna essere attenti a non fare confusione ‘tra il sacerdozio comune e il sacerdozio ministeriale’, interpretando arbitrariamente il concetto di’supplenza’, ‘clericalizzando’ e rischiando così ‘di creare di fatto una struttura ecclesiale di servizio parallela a quella fondata sul sacramento dell’Ordine'”: sono le parole con cui il card. Angelo Sodano, nel messaggio inviato a nome del Papa, ricorda ai partecipanti alla 52° Settimana liturgica nazionale in corso da ieri sera a Riva del Garda il permanere nella Chiesa di ruoli e ministeri precisi e distinti, pur concorrendo tutti alla costruzione della comunità ecclesiale. Il tema della settimana, scelto dal Cal (Centro di azione liturgica), è “I laici nella liturgia: quale ministerialità”. Il cardinale ricorda che “il Concilio ha voluto invitare tutti i credenti a partecipare, consapevolmente e attivamente, alla stessa preghiera liturgica …” con ciò innescando un processo di sviluppo di nuovi ministeri di servizio o “di fatto”. Tra essi, ha ricordato quello straordinario della Comunione, come pure quelli dei missionari, catechisti, cooperatori della pastorale degli infermi, lettori, accoliti. Lo stesso presidente del Cal, il vescovo Luca Brandolini, ha parlato – a questo riguardo – di una notevole ricchezza di servizi che vengono svolti dai laici attraverso i quali si costruisce davvero “l’ecclesiologia di comunione”. Per far progredire il cammino ecclesiale – afferma il card. Sodano – è quindi quanto mai opportuno approfondire la riflessione su questi “ministeri” che contribuiscono ad accrescere la vitalità della Chiesa.