NOTA SETTIMANALE – Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale del Sir

Vacanze nervose, nel dibattito pubblico, fatte di sussulti di temi, come vacanze a pezzetti sono ormai quelle della gran parte degli italiani (che se le possono permettere).” “La ripresa propone così (almeno) tre piani distinti ed intrecciati di riflessione e di lavoro.” “Il primo è l’agenda delle cose da fare: quelle politiche “di buon governo”, di onesta e lungimirante amministrazione che dovrebbero essere un presupposto tacito ed indispensabile, e che invece da sempre sono nel nostro paese una faticosa conquista e un permanente obiettivo, tanto a livello nazionale che locale. Sono i grandi servizi, le grandi infrastrutture, gli investimenti in cui ormai si deve realizzare un virtuoso circuito di collaborazione tra intervento dello Stato e delle amministrazioni locali, privato e privato sociale. L’agenda del fare implica misurarsi in maniera coerente con questo circuito nuovo, cioè una nuova cultura delle politiche pubbliche, lontana sia del vecchio clientelismo “partitocratico” che da politiche di privatizzazione a favore solo dei “soliti noti” operanti in piccolo comitato. L’agenda del fare implica dunque la politica.” “E’ il secondo piano di lavoro. C’è urgente bisogno di politica, di politici validi, di forze politiche organizzate e consapevoli, di un sistema della comunicazione non appiattito sul consumo. La cosiddetta transizione comporta il permanere di frammenti diversamente combinati di elementi diversi e sovente contraddittori, discriminati dal sistema maggioritario. Qui sono compresi tutti i problemi istituzionali, tanto a livello nazionale che (almeno) europeo, in un passaggio cruciale verso la moneta unica. ” “L’Italia non è più avanti né più indietro degli altri suoi tradizionali partner europei, alle prese con problemi simili. Ha scritto in questi giorni un acuto osservatore francese: “la politica è divenuta patetica”. E’ comunque certo che se la qualità della politica si abbassa, si produce un senso diffuso di rigetto, che mette in pericolo il tessuto democratico. L’alternativa è la legge del più forte allo stato puro. ” “Siamo così al terzo punto. Per questo è necessaria una alta prospettiva culturale e morale. Non importa se pochi sembrano oggi avvertirne la necessità. Sembra anzi questa la grande emergenza. I dibattiti sulla mondializzazione, sulla globalizzazione, sul destino dell’Occidente, sulla nozione di Impero, ne sono tante spie.” “Tre piani intrecciati, tre piani su si spendere anche la partecipazione e l’impegno dei cristiani. Quel che è certo è che ormai ci sono da scrivere pagine nuove. E non mancheranno le sorprese. ” “