La richiesta di far seguire “adeguati interventi legislativi” alle dichiarazioni programmatiche del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti, per “raggiungere il traguardo della effettiva parità scolastica”, con “il convergente contributo delle varie forze politiche e delle istituzioni associative” viene dalla Fidae (Federazione istituti di attività educative). In un comunicato diffuso oggi la Fidae ricorda che l’approvazione della legge 62/2000, nella quale erano “aspetti positivi e contenuti apprezzabili”, presentava anche, secondo la federazione, “aspetti insufficienti dal punto di vista economico, che denotavano una grave incoerenza con le stesse affermazioni di principio presenti nel testo di legge, relative all’unico sistema nazionale di istruzione e formazione, nel quale – nel contesto dell’autonomia e della libertà delle singole scuole – tutte le istituzioni scolastiche statali e paritarie svolgono un pubblico servizio”. Questo traguardo, precisa la Fidae, è stato “sempre indicato come irrinunciabile per il rinnovamento di tutta la scuola italiana, per la quale il doveroso intervento dello Stato non deve essere quello della gestione, ma quello della promozione e della verifica, nella linea della sussidarietà, delle istituzioni scolastiche autonome, statali e paritarie – per renderle sempre più rispondenti ai bisogni delle persone, delle famiglie e della società”.