“Sulla parità scolastica le dichiarazioni si rincorrono. Ma qui la strada è tracciata: una legge c’è, si tratta di darle concretezza”, scrive Alberto Campoleoni, giornalista e studioso di problemi della scuola, in una nota che apparirà sul prossimo numero del Sir, commentando le affermazioni del ministro della Pubblica istruzione, Letizia Moratti, al Meeting di Rimini. In particolare, spiega Campoleoni, “servono stanziamenti, indicazioni concrete su come rendere effettiva la libertà di scelta per le famiglie. Anche questo è un passaggio indispensabile per raggiungere l’obiettivo più volte dichiarato di innalzare la qualità dell’istruzione. La polemica sui modi è inevitabile, tra i sostenitori del buono-scuola e quelli delle convenzioni, tra chi suggerisce allo Stato di pagare i docenti e chi invece vedrebbe di buon occhio la defiscalizzazione delle spese scolastiche o chissà quale altro accorgimento. L’importante è arrivarne a una. E garantire un sistema di qualità e di controllo dell’offerta formativa, all’interno di standard stabiliti per tutti gli istituti”.
Inoltre, “forse sarebbe opportuno anche avviare una riflessione condivisa il più possibile sulla portata e le caratteristiche dell’educazione scolastica, la sua sussidiarietà rispetto alla famiglia, i meccanismi di partecipazione. Per evitare, anche, l’ingenerarsi di equivoci dannosi, l’accumularsi di attese sbagliate, l’attribuzione di responsabilità francamente abnormi su scuola e docenti. Con il risultato, spesso, di deresponsabilizzare i genitori e quanti altri concorrono al processo educativo complesso delle giovani generazioni. A questa riflessione si affianca quella sulle professionalità da incentivare e retribuire in maniera adeguata. Un rischio è quello di ricominciare sempre da capo. Una politica dei piccoli passi, il recupero intelligente delle energie preziose riversate fin qui, la valorizzazione del buono esistente nel processo di riforma già in stato avanzato, con la pazienza di mettere mano ai correttivi in corso d’opera: questo significherebbe avere davvero coraggio”.