BUDDISTI: CARD. ARINZE, NON IGNORARE LE DIFFERENZE MA NON OSTACOLARE IL DIALOGO

Se in passato le differenze tra cristianesimo e buddismo “possono talora aver ostacolato il dialogo”, occorre per il futuro riconoscere “i tesori delle reciproche tradizioni”, pur “senza ignorare le nostre differenze, e con estremo rispetto per le richieste di verità”. E’ un appello a “diventare più appassionatamente coscienti” delle reciproche eredità spirituali, per “dare insieme un contributo significativo all’umanità”, quello rivolto oggi ai buddisti dal card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. In occasione di “Vesah”, la festa più importante per i buddisti, che si celebrerà il 7 maggio e nella quale si commemorano i principali avvenimenti della vita di Buddha, il presidente del dicastero pontificio sottolinea “l’opportunità di riflettere sui fondamenti” del dialogo tra le culture e le religioni, che è fatto di “incontri umani” finalizzati a “costruire una civiltà di amore e di pace”: “Siamo tutti chiamati – scrive Arinze – a promuovere questo dialogo, nelle sue diverse forme, in modo da favorire il più grande apprezzamento delle altre culture e religioni”. Riferendosi al recente messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, Arinze invita a conciliare “la stima per la propria identità con la comprensione per gli altri ed il rispetto per la diversità”. In particolare, conclude il cardinale, assumendosi “la responsabilità dell’educazione”, come mezzo per “promuovere comprensione, cooperazione e rispetto reciproco”, oltre che di “oggettiva informazione sulle differenti religioni, specialmente nei documenti e attraverso i mass media”.