“Nessun assenteismo, né circa l’esercizio del voto né tantomeno sulla coerenza delle scelte”. E’ quanto ribadiscono i vescovi siciliani, al termine della sessione primaverile della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), conclusasi ieri a Siracusa. Condividendo l’esame della situazione fatto dal recente Consiglio permanente della Cei, i vescovi della Cesi auspicano il “superamento, nell’attuale compagna elettorale, delle polemiche e delle reciproche delegittimazioni”, giudicando invece “utile”, in quel che resta dell’attuale campagna elettorale, “dar luogo a quei dibattiti che espongono chiaramente i programmi sui temi di maggior rilievo istituzionale, sociale, economico, culturale, morale ed educativo”. I vescovi di Sicilia, precisano, inoltre, che “la Chiesa, quindi il clero e le varie realtà ed espressioni ecclesiali, non intendono coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito”, mentre confermano “con vigore” il “no alla diaspora culturale dei cattolici”, già pronunciato dal Papa in occasione del Convegno ecclesiale di Palermo nel 1995. Riguardo ai “temi a cui prestare attenzione” sul piano politico, la Cesi fa notare che “assume particolare rilievo nella nostra regione il riferimento ai problemi del lavoro e dell’occupazione” su cui, ancora una volta, i vescovi “intendono attirare l’attenzione dei responsabili a causa della loro perdurante estensione e gravità”. In prossimità dell’estate, infine, la Chiesa di Sicilia invita “tutti, autorità competenti e cittadini” a proteggere l’ambiente, per evitare in particolare l’incremento degli incendi “che hanno distrutto boschi e foreste”. ” “” “