“Se non trovo un lavoro onesto potrei uccidermi….” è l’appello disperato di Paola, 24 anni, nigeriana lanciato tramite la rubrica “Specchio dei Tempi” del quotidiano torinese La stampa. Paola arriva in Italia con la promessa di un lavoro di baby-sitter ma finisce vittima della prostituzione. Dopo minacce e persecuzioni riesce a liberarsi e a trovare un lavoro pulito che le consente di avere il permesso di soggiorno. Una felicità che dura poco, ora vive con solo 250.000 lire al mese grazie a poche ore di collaborazione domestica.
“E’ la storia di molte ragazze” spiega Suor Angela che da anni aiuta e sostiene le donne che hanno deciso di cambiare vita, “nelle nostre case di accoglienza seguiamo le giovani per almeno tre anni”. Sono soprattutto albanesi, russe, moldave. “Negli ultimi anni abbiamo accolto circa 170 donne di cui la maggioranza albanesi. E solo il 3%, per lo più minorenni, è tornata sulla strada, spesso perché innamorate del loro protettore” precisa la suora. “Dal loro arrivo nel nostro centro di prima accoglienza la giovane è affiancata da una persona. La stessa che la seguirà per tutto il percorso, almeno tre anni, fino all’inserimento nella residenza guidata, parte finale del progetto di reinserimento. In questa fase la giovane impara un lavoro e a gestire lo stipendio”.
Secondo suor Angela “La nostra società è sempre meno solidale, mi auguro che l’appello della giovane nigeriana venga accolto perché non diventi ora vittima dell’indifferenza”.