“Questi sono gli schiavi di oggi! Non solo schiavi per lo sfruttamento da parte delle organizzazioni che trafficano gli esseri umani, ma anche per il debito contratto per pagare il viaggio. È un debito che ricade sulla famiglia, la quale rimane ostaggio delle organizzazioni finché il rappresentante, giunto in Europa, non finisce di saldare i conti. Una schiavitù, dunque, che coinvolge sempre più persone e che finisce per arricchire quei pochi che sfruttano”: denuncia così don Cesare Lodeserto, direttore del centro accoglienza Regina Pacis, l’ennesimo sbarco di clandestini sulle coste pugliesi, avvenuto ieri alle 13 circa, al porto di Gallipoli (Le). 562 persone, di cui 63 bambini e 54 donne, quelle giunte ieri con la Koyduk-s, nave mercantile lunga 60 metri, partita dalla Turchia circa 6 giorni fa: “gente stanca; gente sfinita; gente che non ha percorso solo il tratto di mare che unisce Istanbul con l’Italia, ma che viene dal cammino svolto a piedi attraverso l’Iran l’Iraq, quindi da ben lontano e da momenti di grande fatica fisica”. E soggiunge, dinanzi a situazioni così disperate, “l’assistenza, il vitto, l’alloggio, le visite mediche sono le attività che richiedono particolare impegno ed urgenza, ma, poi, occorre cercare di capire le motivazioni di quest’esodo,’ la situazione di ciascuno e gli interessi d’asilo politico”. Certamente bisogna tener conto che “questi sbarchi diventano sempre più multi-etnici, cioè non si tratta più di avere curdi, ma insieme ai curdi tante altre nazionalità provenienti sempre da situazioni di disagio, di sofferenza di povertà”.” “Oggi, alle ore 17.30, verrà inaugurata presso il centro accoglienza “Regina Pacis” la nuova struttura sanitaria.” “” “” “