In occasione del XV anniversario della tragedia di Chernobyl (26 aprile 1986), giovedì 26 aprile Giovanni Paolo II riceverà in udienza speciale, a due mesi dalla sua visita in Ucraina, le famiglie e le organizzazioni che da anni ospitano in Italia i bambini della regione contaminata dalle radiazioni diffuse in seguito all’esplosione della centrale nucleare ucraina. Nel darne notizia, l’ambasciata dell’Ucraina presso la Santa Sede ricorda che sono 2293 i comuni inquinati dalla radioattività nelle 12 delle 25 regioni amministrative del Paese; 76 i comuni della zona dai quali fu evacuata la popolazione subito dopo l’incidente. Da quella data in Ucraina e nella confinante Bielorussia si verificano con maggiore frequenza patologie respiratorie, malattie del sangue, tumori. In particolare tra i bambini i casi di cancro alla tiroide sono aumentati di dieci volte. Nonostante la chiusura definitiva della centrale il 15 dicembre dello scorso anno, Chernobyl continua a mietere migliaia di vittime: sono 3,4 milioni le persone colpite dalla radioattività e un milione e 200mila i bambini che presentano un abbassato livello di difese immunitarie. Dall’86 ad oggi decine di migliaia di fanciulli sono stati ospitati in Italia, presso famiglie e comunità religiose, per disintossicarsi dal cesio, principale scoria radioattiva responsabile di gravissime malattie, attraverso l’assunzione di cibo e acqua non contaminati e la respirazione di aria pura. Si tratta di soggiorni che, per essere efficaci, devono avere una durata di almeno cinquanta giorni consecutivi da ripetersi due volte l’anno. Tra le organizzazioni impegnate su questo fronte, Puer, che dal 1993 ha coordinato ogni anno, soprattutto nelle parrocchie, l’accoglienza di 5/6mila bambini, per lo più orfani, in famiglie residenti su tutto il territorio nazionale.