Sono “problemi non solo di natura religiosa ma anche sociale e politica. Per questo – spiega il metropolita – occorre agire con attenzione, delicatezza e con la preghiera affinchè ogni tentativo possa davvero raggiungere una soluzione”. “Se questo è lo scopo del viaggio del Papa – ha proseguito il metropolita -, allora la sua visita può essere importante e benefica per tutto il mondo”. Il metropolita Jérémie è tornato a denunciare il metodo del proselitismo definendolo “inaccettabile e pericoloso perché può nuocere all’unità e vanificare tutti gli sforzi ecumenici che si sono realizzati”. Rimane ancora aperto anche il problema delle Chiese cattoliche di rito bizantino nelle relazioni tra le due Chiese. “Il mio augurio – ha detto il metropolita – è che la visita di Sua Santità Giovanni Paolo II in Ucraina riconfermi la volontà da parte dell’ortodossia e del cattolicesimo di non considerare la situazione delle Chiese di rito bizantino unite a Roma come il metodo di ravvicinamento delle due Chiese. Su questo punto dobbiamo trovare ancora una soluzione. Ma se la presenza di Sua Santità in Ucraina darà un segno in questa direzione, riaffermando la libertà di ciascuno di poter esercitare la fede secondo la propria tradizione, allora il suo viaggio sarà un gesto che avrà un peso sulle relazioni tra le Chiese ortodosse e il cattolicesimo”.” “