Un’occasione per “orientare a una manifestazione pubblica nel mese di luglio a Genova, prima del G8, dove le associazioni di ispirazione cristiana possano far sentire la loro voce”. Secondo don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, è questo l’obiettivo del convegno “Dentro il G8. Quali prospettive per il futuro dell’umanità?”, in corso a Loreto da stamani fino al 21 aprile. Promossa dallo stesso Ufficio nazionale in collaborazione con quello per la cooperazione tra le Chiese, il Comitato ecclesiale italiano per la riduzione del debito estero dei Paesi più poveri, la Caritas italiana e il Servizio nazionale per la pastorale giovanile, l’iniziativa nasce da una serie di incontri su giovani e lavoro giunti al sesto anno che, dopo il Giubileo, si propongono “di riprendere le riflessioni su economia, pace e giustizia internazionale, sviluppo sostenibile e ridistribuzione del reddito, per operare localmente ma pensare globalmente”, ha dichiarato al Sir don Tarchi. Scopo del convegno, dunque, è quello di elaborare “un manifesto che in alcuni punti sintetizzi ciò che i giovani sentono come irrinunciabile patrimonio di un cammino radicato nella dottrina sociale della Chiesa”. “Desideriamo sensibilizzare la comunità cristiana sul tema della globalizzazione – ha detto don Domenico Segalini, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile -. Siamo contenti dei due milioni di giovani a Tor Vergata, ma ciascuno di loro è chiamato a responsabilizzarsi sui problemi del mondo”.