“Il proselitismo nuoce all’unità e al progresso dell’unità”. Lo ha ribadito questa mattina a Strasburgo il metropolita di Francia, Jeremie, presidente della conferenza delle Chiese europee (Kek) parlando ai giornalisti a poche ore dall’inizio dell’incontro ecumenico europeo che si concluderà domenica 22 aprile con la firma della “Charta Oecumenica. Linee guida per la crescita della collaborazione tra le Chiese in Europa”. Il testo non cita mai espressamente la parola “proselitismo” ma contiene una chiara denuncia ad ogni metodo di conversione attraverso “pressioni morali”. “Il problema – ha detto il metropolita – è enorme”. “Siamo persuasi – ha aggiunto – che questo non è un metodo che può favorire il dialogo e il riavvicinamento delle Chiese”. Gli ha fatto eco il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e presidente uscente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (resterà in carica fino al 13 maggio). “La Carta – ha detto – è su questo punto molto chiara”. L’arcivescovo ha quindi letto una frase tratta dal secondo capitolo del documento in cui le Chiese cristiane europee scrivono: “Ci impegniamo a far conoscere alle altre Chiese le nostre iniziative per l’evangelizzazione e a raggiungere intese in proposito, per evitare in tal modo una dannosa concorrenza ed il pericolo di nuove divisioni”. Le Chiese si impegnano altresì “a riconoscere che ogni essere umano può scegliere, liberamente e secondo coscienza, la propria appartenenza religiosa ed ecclesiale. Nessuno può essere indotto alla conversione attraverso pressioni morali o incentivi materiali. Al tempo stesso a nessuno può essere impedita una conversione che sia conseguenza di una libera scelta”. Frutto di un lungo lavoro di elaborazione, la “Charta Oecumenica” descrive i fondamentali compiti ecumenici e fa derivare una serie di linee guida e di impegni. E’ stata definita dai presidenti del Ccee e della Kek “un grande successo” ed “un passo in avanti”. “Raccomandiamo questa carta – ha detto il card. Vlk – a tutte le Chiese e conferenze episcopali d’Europa affinché venga recepita e tradotta in vita”.