Per “affrontare questa grande sfida” dell’unità tra i cristiani, “è necessario intensificare la collaborazione a tutti i livelli della vita sociale ed ecclesiale, ed approfondire i dialoghi bilaterali e multilaterali”. E’ l’auspicio di Giovanni Paolo II in un messaggio inviato al cardinale Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e presidente uscente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) reso noto oggi in occasione dell’incontro ecumenico europeo che si apre questo pomeriggio a Strasburgo (fino al 22 aprile), organizzato dal Ccee e dalla Kek (Conferenze delle Chiese europee). Nel messaggio il Papa ricorda che l’unità “è una condizione per la credibilità della testimonianza cristiana”.” “”Oggi più che mai – sottolinea – dobbiamo portare la nostra riflessione su questa profonda relazione, che gioca un ruolo decisivo nell’impatto che il messaggio cristiano può avere nel mondo. Un chiaro annuncio del Vangelo è particolarmente urgente in Europa. Tessuta di diverse culture, tradizioni e valori legati ai Paesi che la compongono – aggiunge – l’Europa non può essere capita né edificata senza tener conto delle radici che costituiscono la sua identità originale; né tanto meno può costruirsi rigettando la spiritualità cristiana di cui è impregnata”. Anche il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio II e il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, impossibilitati a partecipare all’incontro, hanno inviato un messaggio ai responsabili delle diverse chiese cristiane e ai giovani. Alessio II auspica che l’incontro “costituisca una tappa importante nell’unione degli sforzi dei cristiani per la trasformazione spirituale dell’Europa, per aprire nuove prospettive per il futuro cristiano del nostro continente”. Bartolomeo I, tramite una lettera inviata al metropolita Meliton di Filadelfia, si ritiene certo che “i frutti del dialogo coltivati dalle Chiese europee daranno un’abbondante raccolto”.” “